L’importanza delle visite periodiche in Odontoiatria

Prevenire è meglio che curare
Il concetto che “Prevenire sia meglio che curare” rappresenta la pietra angolare su cui si basa la prevenzione nei confronti del numero infinito di patologie a cui, nell’arco della vita, un essere umano può andare incontro. Premesso che non sempre e non tutto è prevenibile, esistono tuttavia moti ambiti all’interno dei quali la prevenzione è semplice e possibile. Non solo: in tutti i casi è sempre anche conveniente in termini di risparmio in termini di costi sia biologici che economici oltre che in grado di ridurre il tempo da dedicare a terapie che, a volte, possono diventare lunghe e complesse esponendoci allo stesso tempo a fastidi e sofferenze o comunque a discomfort.
In Odontoiatria, spiega il Prof. Luca Francetti, il concetto di prevenzione – indissolubilmente legato alle visite periodiche dal dentista – rientra all’interno di uno stile di vita sano, volto proprio a minimizzare gli interventi odontoiatrici se adottato fin dai primi anni di vita o, perlomeno, a ridurli quando ciò non è stato possibile sin dall’infanzia. Comunque, non è mai troppo tardi e, anche nel caso in cui dovessimo porre il nostro punto di partenza al termine di una riabilitazione orale, il mantenimento dei risultati raggiunti, spesso a fronte di un impegno temporale, economico e di disagio non indifferente, si fonda proprio sull’abitudine di comprendere all’interno delle attività di prevenzione, appunto le visite odontoiatriche periodiche.
Frequenza delle visite odontoiatriche periodiche
Un intervallo temporale di sei mesi tra una visita e la successiva, prosegue il Prof. Francetti, viene considerato comunemente un periodo ragionevole e applicabile alla media della popolazione anche perché corrisponde a quanto adottato per la gran parte dei pazienti inseriti nei programmi di prevenzione odontoiatrica che si sottopongono regolarmente a sedute di igiene orale professionale. Ciononostante, esiste, come sempre in medicina, il concetto di personalizzazione e, dunque, ci possono essere pazienti, per esempio particolarmente cario recettivi, cioè particolarmente esposti al rischio di carie dentale o parodontopatici ossia suscettibili di patologie parodontali (parodontite o piorrea) per i quali è necessario ridurre l’intervallo temporale indicato.
Allo stesso modo, per soggetti in condizioni di salute dentale e parodontale eccellenti, con un ottimo controllo dell’igiene orale domiciliare e che non presentano particolari fattori di rischio, è possibile programmare visite periodiche una sola volta all’anno.
Vantaggi
Come sempre, in ambito preventodontico, i vantaggi sono numerosi: se è ovvio che, per esempio, una lesione cariosa intercettata precocemente comporterà un intervento ridotto o addirittura minimo, spesso attuabile senza l’ausilio dell’anestesia locale e con un minimo sacrificio della struttura dentale coinvolta, è altrettanto vero che, adottando delle abitudini di igiene orale domiciliare e di alimentazione corrette, di igiene orale professionale periodica regolare combinate, quando indicato, all’utilizzo di presidi di prevenzione quali le applicazioni di fluoro, la sigillatura di solchi e fossette nei molari e premolari appena erotti è possibile prevenire l’insorgenza della lesione cariosa stessa e dunque preservare l’integrità dell’elemento dentale. Viceversa, se non intercettiamo una patologia cariosa e attendiamo, per esempio, che questa diventi sintomatica (dolore al freddo), l’intervento volto a ripristinare l’integrità anatomica del dente sarà più invasivo, comporterà un maggior sacrificio di sostanza dentale, una esecuzione più lunga con conseguente aumento dei costi sia biologici che economici. Per non parlare poi, aggiunge il Prof. Francetti, di una carie trascurata a lungo e che coinvolge la polpa dentale (il nervo del dente) determinando la necessità di eseguire una terapia canalare (devitalizzazione), una ricostruzione più complessa che spesso comporta la necessità dell’intervento anche dell’odontotecnico per realizzare un intarsio o una corona (capsula) al fine di ripristinare integrità e funzione del dente con evidente aggravio di tempi, costi biologici e, ovviamente, economici.
Se rivolgiamo l’attenzione all’altra grande categoria di patologie del cavo orale, le malattie del parodonto (apparato di sostegno dei denti, ossia osso alveolare e gengiva), mentre una gengivite che corrisponde all’infiammazione del tessuto più superficiale, la gengiva – ci troviamo dunque in una fase precoce – guarisce completamente senza alcun deficit (restitutio ad integrum) a seguito di manovre semplici come l’ablazione del tartaro associata a una corretta igiene orale domiciliare quotidiana, la parodontite, ossia l’interessamento anche dei tessuti di sostegno più profondi che può essere conseguenza di una gengivite non intercettata e dunque non curata, è anch’essa trattabile ma a fronte di interventi più complessi, più invasivi e comunque lascia dei danni permanenti: di nuovo ci troviamo di fronte a un aumento dei costi biologici, economici e a un incremento del numero di sedute odontoiatriche necessarie per le terapie.
Prevenire è meglio che curare
Da ultimo ma primo per importanza, conclude il Prof. Francetti, l’abitudine a sottoporsi a regolari visite di controllo consente di intercettare precocemente patologie delle mucose, a volte potenzialmente maligne: si tratta in questo caso di prevenzione delle patologie tumorali nei distretti facilmente ispezionabili esattamente come avviene per le visite senologiche, lo screening periodico dei nevi sulla cute o della cervice uterina (pap test).



