Spazzolino elettrico o manuale? Scopri come scegliere quello giusto per te

Partiamo dal presupposto che la bocca è un ambiente ideale per la proliferazione batterica: infatti, dice il Prof. Luca Francetti, è un ambiente umido, a temperatura costante e ricco di substrati ossia di sostanze in grado di fornire “energia” ai microorganismi che vivono nel nostro corpo e quindi anche all’interno del cavo orale. Ne deriva che, per mantenere la salute della nostra bocca e prevenire l’insorgenza delle patologie più comuni – la carie dentale e le patologie infiammatorie parodontali (gengiviti e parodontiti), è indispensabile un costante controllo della carica batterica – organizzata in una struttura che viene definita placca dentale o, più attualmente biofilm orale – impedendone una crescita eccessiva, tale da renderla patogena ossia causa di malattia. Lo strumento fondamentale per realizzare questo controllo è lo spazzolino da denti che deve essere utilizzato da tutti, perlomeno 2 volte al giorno, associato, preferibilmente la sera, dagli strumenti per l’igiene orale interdentale (filo e scovolini interdentali).
Spazzolini elettrici: caratteristiche e vantaggi
Esistono diversi tipi di spazzolino da denti – spiega Francetti -, organizzabili in due categorie: elettrici e manuali.
Gli spazzolini elettrici, la cui superiorità in termini di rimozione di placca dentale è stata documentata da studi clinici e recentemente recepita all’interno delle Linee Guida per il Trattamento delle Parodontiti, si suddividono a loro volta in due classi, gli spazzolini con un movimento roto-oscillante – di gran lunga i più diffusi – e gli spazzolini sonici. Mentre i primi esercitano nello stesso tempo tre movimenti, rotatorio oscillante e pulsante, i secondi svolgono un movimento che si avvicina maggiormente a quello dello spazzolino manuale, ossia verticale, associando a questo movimento una vibrazione.
Attualmente i moderni spazzolini elettrici possiedono funzioni quali il timer e il sensore di pressione – per evitare che questa sia insufficiente ovvero eccessiva – mentre alcuni sono addirittura collegabili ad applicazioni sullo smartphone in grado di svolgere la funzione di tutoraggio per guidare l’utilizzatore verso le corrette manovre di spazzolamento dentale.
Spazzolini manuali: efficacia e innovazioni
Anche gli spazzolini manuali, se correttamente utilizzati, prosegue il Prof. Francetti, sono assolutamente efficaci e oggi, anche nel loro caso, la tecnologia ha fatto notevoli progressi. I moderni spazzolini hanno un design ergonomico che ne favorisce l’impugnatura, una testina piccola che consente di raggiungere anche i distretti più remoti del cavo orale e delle setole, rigorosamente artificiali -generalmente in Nylon o suoi derivati- che devono essere sottili e molto numerose: infatti, il diametro delle setole ne determina la rigidità.
Lo spazzolino deve essere morbido, ossia in grado di rimuovere la placca dentale senza danneggiare le gengive e le mucose orali. E’ stato sottolineato che le setole devono essere artificiali perché, purtroppo, si trovano ancora in commercio – fortunatamente sempre più di rado – spazzolini con setole animali (di solito di tasso) che, oltre a essere molto costosi sono inefficaci da un punto di vista meccanico e rappresentano, essendo costituite da materiale organico, un ottimo terreno di coltura per i microrganismi che vogliamo rimuovere dalla bocca.
A questo proposito, ricorda il Prof. Francetti, è buona norma, al termine dello spazzolamento dei denti, risciacquare e asciugare lo spazzolino o la testina di quello elettrico prima di riporlo. Non dimentichiamo poi che, come tutti gli strumenti, anche lo spazzolino e le testine sono soggette a usura e vanno periodicamente sostituiti: la durata media è di 2-3 mesi.
L’importanza del filo interdentale e del nettalingua
Due parole vanno poi aggiunte per quanto riguarda il controllo del biofilm sulle superfici dei denti che si guardano tra loro, quelle che in gergo tecnico vengono definite “approssimali”: né lo spazzolino elettrico, né quello manuale sono in grado di detergere queste superfici. Queste ultime, spiega Francetti, devono essere pulite, perlomeno una volta al giorno – preferibilmente la sera – attraverso gli strumenti per l’igiene orale interdentale: il filo per chi (di solito i giovani) ha gli spazi interdentali ancora completamente occupati da quel triangolino di gengiva rose che prende il nome di papilla mentre quando sono presenti spazi più ampi, lo scovolino può essere più semplice da utilizzare: ne esistono di diverse dimensioni e sarà il vostro odontoiatra o igienista dentale a guidarvi nella scelta degli scovolini più adatti per la vostra specifica situazione.
Sempre, almeno alla sera, è indicato detergere il dorso della lingua o attraverso uno spazzolino morbido o utilizzando degli appositi strumenti, reperibili in farmacia, che prendono il nome di “nettalingua”.
Conclusioni: affidati al tuo dentista o al tuo igienista dentale per una scelta mirata
Per concludere, spiega il Prof. Francetti, sarà sempre il vostro professionista odontoiatra o igienista dentale a raccomandarvi lo spazzolino, elettrico o manuale che sia assieme agli strumenti per l’igiene interdentale, più idonei per le vostre necessità e questo in funzione delle vostre attitudini, abilità manuali e in considerazione delle caratteristiche anatomiche dei vostri spazi interdentali.



